Bari. E Nicola.

Che a Bari si chiamino tutti Nicola, non è un mistero. A partire proprio dal Santo patrono, o per dirlo con le parole di Capossela, il Sante Nicola, protettore dei marinai, dei naviganti, dei bottai, delle vittime dei propri errori, degli scolari senza il fiocco, degli esseri nati dalla parte di sotto. Ma andiamo per ordine! Si apre nella Bari Vecchia il diario di bordo dell’avventura pugliese 2018 dei cuori a palloncino.

Questa è una storia che narra di sole, di profumo di panni stesi e panzerotti, case bianche, altarini e fregi, archi, stelle. Una storia di mollette e di porte aperte; di vecchie signore che fanno le orecchiette tra i vicoli..

Appunto, le orecchiette. In un angolo di Bari esiste una via dedicata alle orecchiette fatte a mano e, fatte per strada! Per vedere in azione le “vecchiette delle orecchiette” basta fare un giro nella zona del Castello Svevo e dalla piazza sbirciare sotto ad uno degli archetti di accesso al borgo vecchio. E’ simpaticissimo vederle una accanto all’altra, davanti alla propria porta di ingresso, con le spianatoie di legno e le mani velocissime. La Vale è riuscita ad intrufolarsi in parecchie cucine con la voglia matta che ha di imparare a fare le cose. Le nostre preferite? Quelle di grano arso. Viva le orecchiette!

E veniamo al nostro Nicola. Ferragosto, la Vale voleva a tutti i costi provare i frutti di mare freschi al porto (qui è tradizione fare colazione così, a ferragosto, anche se sono le 9.00 di mattina!). Passeggiamo tra i pescatori e la gente del posto, incuriosite; Nicola, un pensionato barese (ma soprattutto un poeta) capisce al volo che siamo due turiste ed attira la nostra attenzione con una poesia. “Ragazze ma che ci fate qui? Ma non avete visto ancora l’arco delle meraviglie? E’ quell’arco con il camminamento che due famiglie fecero costruire per far incontrare i figli innamorati..”. Arruolato immediatamente Nicola come guida nella Bari Vecchia, ci incamminiamo, tra proverbi, curiosità e poesie a visitare gli angolini carichi di storia dentro a questo labirinto di vicoli fino all’Arco delle Meraviglie. “Ed ora ragazze passate qui sotto, a mezza voce sussurrate ‘Ah, che meraviglia..’ ed esprimete un desiderio.” Fatto.

È questo uno dei ricordi più magici di questa brevissima visita, siamo già pronte a ripartire, destinazione Gargano, Monte Sant’Angelo!

 

“Saluti alle muse dai volti innamorati della primavera, mentre il vento saluta la bandiera della vostra giovinezza ed il tramonto chiude il cerchio alla sera.La vita è un treno: bisogna salire e poi scender alla stazione degli amori.”

Auguri, Nicola

 

 

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